opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 12 maggio 2009 alle ore 22:59

Da quando ti ho accanto
le notti sono diventate
massacri di pensieri.
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 06 gennaio 2009 alle ore 11:00

Sarà che si stanno presentando gli esami.
Sarà che ora è finita la pappatoria e bisogna mettersi a dieta.
Sarà che fa freddo davvero.
Ma stamattina il Grinch ha sicuramente più spirito natalizio di me.
Ah buon anno a tutti.
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 30 settembre 2008 alle ore 23:27

Per te che non leggerai  perché ho aperto questo spazio quando ho dovuto iniziare ad inventare una me stessa senza te.
Per te, che non smetterai mai di mancarmi.

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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 22 luglio 2008 alle ore 12:12

La prima è una chicca di umorismo tipicamente americano: piuttosto di cattivo gusto, inesatto (Mussolini è li che parla praticamente in spagnolo) e pieno di luoghi comuni (ovviamente quella che da noi è considerata abilità oratoria in Benigni, per dei babbuini americani è inutile logorrea).

La seconda è una chicca di umorismo tipicamente italiano. Godetevela.


  
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di domenica, 07 ottobre 2007 alle ore 10:56

Vorrei incontrarti fra cent'anni

Questo probabilmente era ciò che si augurava la Ciora, tornandosene a casa dal nostro incontro.
Di Ciora si era parlato giorni addietro in un post.
Ciò che non sapete é che, mentre scrivevo quel post, proprio la Ciora spunta dalla finestrella azzurrina di Msn, annunciandomi che a breve sarebbe tornata per una brevissima trasferta in Terronia.
Ovviamente bisognava vedersi.

Dopo una fuggevole telefonata, ci si accorda sul posto. Chissà come sarà cambiata, chissà se si riuscirà a dirsi tutto tra una fermata del bus e un' altra, chissà se si riderà a garganella così facilmente come si faceva una volta.
Erano questi i pensieri che mi avevano impedito di notare che fuori si stava preparando il Diluvio Universale. Secchiate d'acqua, folate di vento, una targa che leggo tutti i giorni ma che in quel momento mi sembrava fortemente ironica "BENVENUTI A CASTELLAMARE DI STABIA, LA CITTA' DELLE ACQUE".

Riparo in un bar, sperando che quell'idiota abbia desistito e che sia rimasta a casa, mi puntello sulle scarpe per vedere se fuori si potesse proseguire, ad ogni passata di auto un' ondata di acqua entrava nel bar, ormai poco più alto del livello del torrente che vi passava davanti. Mi volto per dare un' occhiata a chi era rimasto fregato come me da un tempo mai visto così cattivo in Terronia.
Ciora, bagnata fradicia e minuscola come sempre, guardava nella mia stessa direzione.
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di domenica, 30 settembre 2007 alle ore 16:28

Dio, smetti di mandare segni

Forse domani io non devo andare a Napoli.
L'abbonamento mensile della Circumvesuviana é arrivato con un nome che non é il mio, un cognome che é mio, una data di nascita che é mia. Per un cazzo di nome, le cui ultime tre lettere sono come quelle del mio nome.

Tutte le tabaccherie, salumerie, cartolerie di Letterelandia hanno finito i biglietti per Napoli lo stesso giorno, oggi.

La fabbrica di pelati per la quale ho lavorato mi chiama oggi per comunicarmi, dopo un mese e mezzo che attendevo, di andare a ritirare lo stipendio.

Oh che dovrò mica spiaccicarmi sotto un tram domani e fare così la stessa gloriosa fine di Gaudì ?
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 07 agosto 2007 alle ore 10:07

Sarò breve.

"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente"

Occhei occhei, faccio poco la tragica.
Vado a lavoro.

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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di mercoledì, 27 giugno 2007 alle ore 17:36

Suicidio certo

Sono tre giorni che vado al mare. Mi sono scottata non poco. Se vado solo un altro giorno la pelle potrò raccattarla dalla sabbia insieme agli infradito.
Domani sono quasi sicura che ci andrò di nuovo.
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opperbacco presenta:
Scritto nel giorno di martedì, 17 aprile 2007 alle ore 08:46

Libera nos à malo (sottotitolo: della fine delle Cronache di Narnia)

Ho finito di leggere le Cronache di Narnia. Sette libri. Sette, come i peccati capitali da scontare.

Mai libro fu più palloso di questo. Sulla scia di aver seguito Frodo fino a Mordor, diciamo anche con abbastanza rapimento, mi credevo una patita del genere. Mai convinzione fu più sbagliata. Mi avevano fregato i nasini all'insù lentigginosi dei protagonisti che avevo visto al cinema. Mi avevano convinto l'accento vagamente barese del leone. Mi avevano convinto le musiche delle scene di guerra, dove centauri sbalzavano cadaveri di nani con una lancia a doppia punta e dove alla fine la Strega Bianca portava tronfia la pellaccia del leone sulle spalle, manco fosse un capo di Armani.

L'unica cosa che si salva. La legittima, genuina, strafottente cazzimma delle Strega Bianca, insensibile a fauni, bambini lentigginosi e tassi parlanti. Purtroppo crepa quasi subito, uccisa in battaglia dai due idioti dei fratelli Pevensie, acerrimi nemici fino a quel momento ma, magia magia, scopertisi abili a usare la spada in meno di 24 ore.

Il proseguio del libro é, amici miei, ancora più banale. Generazioni di re e re dai fantasiossimi nomi di Drinian, Rilian, Tirian si succedono sul trono di Narnia, fra l'altro anche con scarso successo, visto che a sborognargli la situazione devono tornare sempre, fra un compito di inglese e l'altro, i bambini lentigginosi.

I bambini lentigginosi invecchiano anche loro, ahinoi, quindi a dargli il cambio arrivano Eustachio e Jill. Anche loro si odiano inizialmente, ma il leone gli dice "ehi, all you need is love !" e loro s'amano. Diciamo che non sono nemmeno così fortunati, in quanto gli capita fra le mani il più idiota dei re narniani, troppo impegnato a star dietro alle gonne della Strega Verde di turno (si, anche secondo me Lewis era una punta misogino) per pensare allo sfacelo che regna nel suo Regno. Si inerpicano su montagne, discendono per vallate, trovano il re coglione e lo riportano a casa.

L'ultimo libro é pervaso da una clima mistico, tutti si chiedono come mai il leone non si faccia più vedere in giro, qualcuno tenta di truffarli travestendosi da leone e farli sgobbare (chiamalo scemo), i nani, la classe operaia scomoda, si ribella sia all'attuale re, discendente di quello coglione, sia ai tiranni fasulli. Hasta la victoria siempre.

Il finale non ve lo racconto, vi piacerebbe.

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per me
Quando una lacrima si concede di sera é perchè un amico ti sorride , anche nel sonno. E il respiro si fa calmo , la notte tranquilla. Di segreti svelati e giorni terribile la sostanza si compone , trasparente , ma indistruttibile. E cammini tranquillo , dalla notte al giorno , perchè di un altro ... l ' ombra e lo spirito si contorna.

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