le notti sono diventate
massacri di pensieri.
La prima è una chicca di umorismo tipicamente americano: piuttosto di cattivo gusto, inesatto (Mussolini è li che parla praticamente in spagnolo) e pieno di luoghi comuni (ovviamente quella che da noi è considerata abilità oratoria in Benigni, per dei babbuini americani è inutile logorrea).
La seconda è una chicca di umorismo tipicamente italiano. Godetevela.
Libera nos à malo (sottotitolo: della fine delle Cronache di Narnia)
Ho finito di leggere le Cronache di Narnia. Sette libri. Sette, come i peccati capitali da scontare.
Mai libro fu più palloso di questo. Sulla scia di aver seguito Frodo fino a Mordor, diciamo anche con abbastanza rapimento, mi credevo una patita del genere. Mai convinzione fu più sbagliata. Mi avevano fregato i nasini all'insù lentigginosi dei protagonisti che avevo visto al cinema. Mi avevano convinto l'accento vagamente barese del leone. Mi avevano convinto le musiche delle scene di guerra, dove centauri sbalzavano cadaveri di nani con una lancia a doppia punta e dove alla fine la Strega Bianca portava tronfia la pellaccia del leone sulle spalle, manco fosse un capo di Armani.
L'unica cosa che si salva. La legittima, genuina, strafottente cazzimma delle Strega Bianca, insensibile a fauni, bambini lentigginosi e tassi parlanti. Purtroppo crepa quasi subito, uccisa in battaglia dai due idioti dei fratelli Pevensie, acerrimi nemici fino a quel momento ma, magia magia, scopertisi abili a usare la spada in meno di 24 ore.
Il proseguio del libro é, amici miei, ancora più banale. Generazioni di re e re dai fantasiossimi nomi di Drinian, Rilian, Tirian si succedono sul trono di Narnia, fra l'altro anche con scarso successo, visto che a sborognargli la situazione devono tornare sempre, fra un compito di inglese e l'altro, i bambini lentigginosi.
I bambini lentigginosi invecchiano anche loro, ahinoi, quindi a dargli il cambio arrivano Eustachio e Jill. Anche loro si odiano inizialmente, ma il leone gli dice "ehi, all you need is love !" e loro s'amano. Diciamo che non sono nemmeno così fortunati, in quanto gli capita fra le mani il più idiota dei re narniani, troppo impegnato a star dietro alle gonne della Strega Verde di turno (si, anche secondo me Lewis era una punta misogino) per pensare allo sfacelo che regna nel suo Regno. Si inerpicano su montagne, discendono per vallate, trovano il re coglione e lo riportano a casa.
L'ultimo libro é pervaso da una clima mistico, tutti si chiedono come mai il leone non si faccia più vedere in giro, qualcuno tenta di truffarli travestendosi da leone e farli sgobbare (chiamalo scemo), i nani, la classe operaia scomoda, si ribella sia all'attuale re, discendente di quello coglione, sia ai tiranni fasulli. Hasta la victoria siempre.
Il finale non ve lo racconto, vi piacerebbe.
duffy - rain on your parade-