Scritto nel giorno di venerdì, 15 maggio 2009 alle ore 13:40
Ero lì a ciabattare con un amico francofono del più e del meno quando...
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Va bene, non ci crede nessuno, diciamo la verità: ero lì a biascicare qualche parola di francese, dall' altra parte un povero cristo si pentiva di aver pigiato su "ok" quando sulla finestrella di msn gli era comparsa la scritta "piripiri ti ha aggiunto nel suo elenco contatti. Desideri che piripiri faccia parte dei tuoi amici?".
Piripiri ero io, la minaccia per lui e per tanti altri poveri francesi che quel giorno fecero lo sbaglio di non fiutare il pericolo. Perché ogni sera puntualmente ho millemila domande o semplicemente vorrei esercitarmi col francese o ancora voglio salutarli.
Fra loro, ne sono sicura, hanno fondato un club contro di me, si sono fabbricati un pupazzetto sulla quale sfogano il loro rancore e quando mi vedranno in carne, ossa e ciccia saranno cazzi.
Questo amico francofono di cui vi dicevo si chiama Silvere ed è la mia vittima preferita perché è gentile, garbato ed è quello che nasconde meglio lo scazzo.
Alché io mi illudo che davvero trovi piacere a parlare con me.
Quello che in genere ho capito dalle conversazioni con lui è che in francesi ci amano e ci odiano: si meraviglia che riusciamo a vivere in uno stato dove sono concentrate tre delle piaghe del mondo: Papa Ratzinger, Silvio e i parcheggiatori abusivi.
Allo stesso modo è assolutamente grato di vivere così vicino alla nostra frontiera perché non potrebbe stare al mondo senza Venezia, Roma e la pizza.
L'ultima cosa che mi ha svelato di amare è questo violinista nappuriello, che lo fa sognare e gli fa sembrare di tornare alla sua infanzia, passata come il nostro Ungaretti, ad Alessandria d' Egitto.
Scritto nel giorno di giovedì, 25 settembre 2008 alle ore 21:08
Non ho mai fatto mistero su questi schermi, di odiare tutto ciò che americano esiste sotto il cielo (salvando Will&Grace e Brad Pitt). E' un odio viscerale e con una bassissima componente razionale, che cade sotto i colpi delle argomentazioni intelligenti di Cì ma che persiste, feroce ed ottuso.
Allo stesso modo si presenta immotivato però, l' enorme amore che da piccina sento di nutrire verso tutto ciò che esiste di francese (tranne alcuni tipi di formaggio e l' allenatore Domenec).
Sarà l' eleganza della parlata che ti fa sembrare anche uno schifo come Gianpiero o Gianluigi il più celestiale dei nomi, sarà quel liberté, egalité, fraternité che si portano dietro, sarà che italiani e francesi in amore se la raccontano troppo giusta ( e venitemi dietro con gli esempi), sarà il profumo, saran le luci insomma mi garbano.
In questo mese pare che la cosa sia reciproca visto che han messo su in mostra due illustri italiani (con qualche anno di differenza). Al Louvre c' è Mantegna che fa mostra di alcuni dei suoi pezzi più belli e che per la prima volta va in visita a Parigi. La ville lumiére inoltre festeggia i 100 anni della grande Anna Magnani attraverso l' Istituto della Cultura Italiana.
Portatemi un ricordino eh, chi si trovasse a passare di lì.
Scritto nel giorno di mercoledì, 02 luglio 2008 alle ore 20:38
"Pochi minuti prima dell'andata in onda del talk show giornalistico di France 3, il presidente francese è stato protagonista di un piccolo screzio con il personale dell'emittente. Tutta colpa di un saluto non ricambiato. Arrivato negli studi e fatto accomodare nella postazione a lui riservata, è stato subito affidato alle cure di una truccatrice e dei microfonisti. Ed è proprio uno di questi che riesce ad irritare Monsieur Le President: appena gli si avvicina, infatti, Sarkozy lo saluta educatamente. Il microfonista, invece, resta nel silenzio più assoluto, come se non avesse neppure sentito, magari ostacolato dalle cuffie. Ma il dubbio Sarkozy se lo toglie subito, quando chiede se la sua voce si sente bene e gli viene risposto di sì. Contrariato, il presidente francese scuote la testa e poi si lascia andare in un perentorio commento: «E' questione di educazione». Senza perdere mai la calma, Sarkozy aggiunge: «Non sembra proprio di essere nel servizio pubblico, siamo tra i manifestanti». E poi ancora: «È incredibile e grave. Occorrerà cambiare».
IL VIDEO IN RETE - Nel corso del fuori-onda, di cui è entrato in possesso il media online Rue89, che lo ha diffuso (e subito dopo la tv pubblica francese ha aperto un'inchiesta per capire come quelle immagini possano essere uscite dagli studi), Sarkozy parla anche dell'«esilio» subito da uno dei quattro giornalisti presenti in studio, a cui nei mesi scorsi era stata cambiata la funzione e cofirmatario di un appello contro la riforma della tv pubblica, uscito nei giorni scorsi su Le Monde. E, ancora, si informa se nella scaletta della trasmissione è previsto che si parli dei fatti di Carcassonne, ovvero del ferimento di 16 persone nel corso di un'esercitazione di tiro.
«IO TENGO A FRANCE TV» - Poi l'audio viene tolto da studio in attesa della partenza della sigla del programma. Quando la trasmissione va in diretta, il direttore dell'informazione del canale, Paul Nahon, ringrazia pubblicamente Sarkozy per essere intervenuto e facendo notare che si tratta della seconda volta che un presidente accetta di partecipare ad una trasmissione della tv pubblica. Pronta, e forse non senza ironia, la risposta del capo dell'Eliseo: «È la dimostrazione di quanto io tenga a France Tv in generale e a France 3 in particolare».
Scritto nel giorno di giovedì, 06 settembre 2007 alle ore 09:41
La giornata non poteva iniziare meglio.
Di là c'é un uomo alto unoeottanta, bello come il sole, in giacca e cravatta che passa l'aspirapolvere.
Ecco, credo che a volte le dimostrazioni della Folletto possano diventare estremamente piacevoli.
Scritto nel giorno di lunedì, 09 luglio 2007 alle ore 12:10
Grazie
Devo dirlo: non l'avrei mai creduto. Nell'animo della vostra Opper rimarrà sempre indelebile e luminosissimo il ricordo degli ultimi due giorni. Potrei stare qui e dirvi nei più minimi particolari quanto questa donna sia brava ai fornelli, con quanta semplicità e pazienza abbia aperto porta di casa, del forno e del frigo a due pazze come me e Gessica che avevano deciso di passare due giorni completamente con lei. Quello che vi apprestate a leggere é postone grosso, glicemico e policalorico come solo un panettone del doponatale sa essere.
Indi siete liberi di scegliere.
Quanto colei, che sul suo blogghino lascia leggere solo la parte sonora del suo animo, riesca a trasformarsi in meno di dieci secondi in una cuoca che nel frattempo riempie bicchieroni di birra per gli ospiti e diventa più sboccata di Bud Spencer ai tempi d'oro, Opper lo sapeva già. Quello che non sapeva e ignorava del tutto é invece dell'amore trasognato che prova per Dirty Dancing: rincorreva le parole dei protagonisti, ne anticipava i balli, le battute e i testi delle canzoni. In quel momento, fra una fetta di pizza e un sorso di birra, Opper e Gessica hanno realizzato che non si può mai dire di conoscere completamente una persona.
Quanto entrambe si districassero fra pentole e mestoli in cucinino piccolo e arredato alla perfezione, Opper lo immaginava. Non immaginava invece quanto l'armonia fra due persone che si voglion davvero bene riesca a creare un piccolo universo quasi perfetto, quasi inconsapevole delle brutture di quel Mondo Super che sta là fuori.
Quanto poco ci volesse ad allestire un campo profughi nel salotto parquettato di quella casa, Opper lo aveva dedotto. Quello che invece ignorava era quanto fosse difficile trattenere una risata a garganella alle tre di notte perché una delle due (via, salviamogli la dignità) si é voltata verso il suo orecchio sinistro e nel sonno ha lasciato partire una risata liberatoria e beata.
Quanto avrebbero parlato e parlato, Opper lo sperava profondamente. Ma non credeva che sarebbe stato così semplice mettere mano a tre sedie fuori al balcone e dirsi e ridirsi come si é, come si é cambiati, cosa ti ha deluso e meravigliato nei rapporti con le persone.
Quanto sarebbe stato difficile dover poi andare via, Opper non lo immaginava minimamente ed é stata proprio una mazzata.
Quanto sia splendido il risveglio a casa di un' amicaquasisorella, Opper l'aveva già provato. E se lo é ridetto stamattina, quando quella amica stava sulla porta, la fissava con i suoi occhietti chiari e teneva l'indice sulla bocca a dire shhhhhhh !