Stavolta ci fottevamo dalla paura entrambe.
Divisi i libri e piegate sui rispettivi appunti, abbiamo passato domeniche e domeniche su puliture, racconciamenti di tele e Cesare Brandi. Più il tempo passava, più ci dicevamo che saremmo state delle coglione a mollare tutto e che questa belva andava affrontata.
Dopo notti insonni fino a orari bestiali e sveglie all' alba, eravamo arrivate al punto.
Decidiamo per un summit finale, le ultime ore, quelle più critiche vanno affrontate insieme.
Vediamo l'ombra di un panino, due minuti per digerire e si torna sui libri. Si chiude all' una, io e Cì rose dai rimorsi di aver lasciato sicuramente qualche falla, ognuna aveva spulciato poco uno dei quattro libri.
"Ci svegliamo domattina alle 6? Io devo ripetere i metodi d'indagine"
"Occhei tusi, siamo qui...?"
"... per distruggerti", un assonnatissima Cì batte il pugno chiuso sulla mano opposta.
A svegliare ci svegliamo ma tempo 20 minuti gettiamo i libri all' aria con un rutto: quel che è fatto è fatto, fanculo.
Arriviamo tranquille, percorriamo la strada ridanciando (e sentendoci in colpa, cazzo non si può ridere a quel modo andando a fare un esame).
Ben presto ci rendiamo conto che siamo in troppi e che la ben nota lentezza della prof. ad esaminare gli studenti ci sposterà a tarda ora.
La realtà è ben più orribile: tutto l'ambaradan sarà spostato al giorno successivo.
Cì mi guarda smarrita. Nemmeno io avrei retto oltre tutto quello stress.
Si torna a casa di sera, si ristudia, personalmente sono distrutta al punto da non opporre resistenza quando Cì agguanta la mia mano e la boccetta dello smalto.
La mattina si ritorna, caldo afoso come prima, ottavo piano, sala professori.
La professoressa arriverà in ritardo.
Entrambe abbiamo perso ogni forza d'invettiva contro il destino e si ride, fregandosene.
Colei arriva, si aspetta due o tre esami. Io e Cì andremo dopo la pausa.
Io ho il tempo di azzeccare una gloriosa figura di merda, comunicando al telefono cotali testuali parole:
"Si papà... eh si... no davvero, ormai non abbiamo più forze... c'erano cinque persone prima di me, ho chiesto se volevano fare a cambio ma mi hanno mandato a fancul..."
Cì incespica, si slancia fra i banchi e riesce a tappare quel pertugio di rose e fiori che era diventata la mia bocca.
"shhhhhhhhhh!"
"Eh ?"
"Tesoro, dall' aula si è sentito tutto!"
Fortunatamente l'esame è andato bene, grazie.


duffy - rain on your parade-

