venerdì, 18 aprile 2008
21:47
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Qui si vorrebbe la Primavera
Perché tipo sabato, quando decidemmo che ce ne saremmo fregati del maltempo adagio sull' andante, Primavera non lo sembrava nemmeno un poco ma che dico.
L' intenzione era quella di andare qui, che come ormai sanno anche i trichechi, è il posto che più adoro al mondo. (Se poi adoravo Rimini o Torino e vivevo qui in Terronia, erano davvero volatili per diabetici).
A Pasquetta non se ne fece nulla perché diluviava.
Il finesettimana successivo nemmeno perché c' era da fare.
Quello dopo ancora il Napoli si doveva salvare.
Quello scorso si sarebbe messo mano alle baionette e dato fuoco alla Bastiglia se, fra me e mia mamma, non ci conducevano di loro spontanea volontà in qualche luogo che non fosse Letterelandia.
E così siamo partiti alla volta del paesetto subito sopra Amalfi e che, non lo immaginerete mai, è il posto che più adoro al mondo. Ha come patroni due medici, che la morte la sparavano da lontano, visto che prima di decidersi a lasciare questo mondo sperimentarono ogni tipo di martirio:
gli legarono una corda al collo con una pietrona ciascuno e quelli ritornarono su come pietre di tufo, li buttarono nel fuoco e loro lì a sfrigolare e godersi il caldo, gli tagliarono via le testoline e quelle vi si riattaccarano talmente bene che manco il Saratoga. Alla fine li buttarono in croce e loro decisero che morire come Gesù gli andava più che bene, quindi (finalmente) morirono.

( e mò scovatemi la chiesa, LOL)
Ravello fu anche il posto preferito di Wagner, che da lassù , nel giardino di Palazzo Rufolo, si fece venire l' ispirazione per l'ambientazione del quadro scenico del II atto del Parsifal e i suoi compatrioti la amano ancora talmente tanto, da gironzolare per le sue stradine quasi in numero maggiore di noi terroni.
Si innamorarono in tanti anche di Villa Cimbrone: Forster, Strachey, Keynes, Moore, Russel, Elliot, Crick, Piaget, Virginia Woolf, D.H. Lawrence, i Duchi di Kent, Churchill (e tralasciando che qui Greta Garbo pensò bene di gettarsi fra le braccia di quel genio di Leopold Stokowsky).
Ma vi dico cose che già conoscete tutti, dato che i miei venticinque lettori non sono persone che conoscono giusto Ischia e Capri.
Il posto in cui ci porta papà è un pò più sconosciuto, a lui noto da quando, Ray Ban al naso e boccoli biondi, faceva l' autista per i pulman dei turisti (e il prode dice, qualcosa anche alle turiste).
Pontone si trova ancora più in alto di Ravello, ed è per questo che si gode di una vista davvero da paradiso.



Indi alzate quelle chiappette bianche dalla sedia ergonomica e venite ad abbrustolirle un pò qui, qualche volta.
Perché tipo sabato, quando decidemmo che ce ne saremmo fregati del maltempo adagio sull' andante, Primavera non lo sembrava nemmeno un poco ma che dico.
L' intenzione era quella di andare qui, che come ormai sanno anche i trichechi, è il posto che più adoro al mondo. (Se poi adoravo Rimini o Torino e vivevo qui in Terronia, erano davvero volatili per diabetici).
A Pasquetta non se ne fece nulla perché diluviava.
Il finesettimana successivo nemmeno perché c' era da fare.
Quello dopo ancora il Napoli si doveva salvare.
Quello scorso si sarebbe messo mano alle baionette e dato fuoco alla Bastiglia se, fra me e mia mamma, non ci conducevano di loro spontanea volontà in qualche luogo che non fosse Letterelandia.
E così siamo partiti alla volta del paesetto subito sopra Amalfi e che, non lo immaginerete mai, è il posto che più adoro al mondo. Ha come patroni due medici, che la morte la sparavano da lontano, visto che prima di decidersi a lasciare questo mondo sperimentarono ogni tipo di martirio:
gli legarono una corda al collo con una pietrona ciascuno e quelli ritornarono su come pietre di tufo, li buttarono nel fuoco e loro lì a sfrigolare e godersi il caldo, gli tagliarono via le testoline e quelle vi si riattaccarano talmente bene che manco il Saratoga. Alla fine li buttarono in croce e loro decisero che morire come Gesù gli andava più che bene, quindi (finalmente) morirono.

( e mò scovatemi la chiesa, LOL)
Ravello fu anche il posto preferito di Wagner, che da lassù , nel giardino di Palazzo Rufolo, si fece venire l' ispirazione per l'ambientazione del quadro scenico del II atto del Parsifal e i suoi compatrioti la amano ancora talmente tanto, da gironzolare per le sue stradine quasi in numero maggiore di noi terroni.
Si innamorarono in tanti anche di Villa Cimbrone: Forster, Strachey, Keynes, Moore, Russel, Elliot, Crick, Piaget, Virginia Woolf, D.H. Lawrence, i Duchi di Kent, Churchill (e tralasciando che qui Greta Garbo pensò bene di gettarsi fra le braccia di quel genio di Leopold Stokowsky).
Ma vi dico cose che già conoscete tutti, dato che i miei venticinque lettori non sono persone che conoscono giusto Ischia e Capri.
Il posto in cui ci porta papà è un pò più sconosciuto, a lui noto da quando, Ray Ban al naso e boccoli biondi, faceva l' autista per i pulman dei turisti (e il prode dice, qualcosa anche alle turiste).
Pontone si trova ancora più in alto di Ravello, ed è per questo che si gode di una vista davvero da paradiso.



Indi alzate quelle chiappette bianche dalla sedia ergonomica e venite ad abbrustolirle un pò qui, qualche volta.































































